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Durante la frequentazione del Reed College a Portland Jobs notò che ogni manifesto, ogni etichetta, erano scritti a mano. Decise di iscriversi ad un corso di calligrafia, dove imparò la differenza tra serif (lettere con grazie ) e sans serif (senza grazie) e gli spazi che dividono le lettere. Rimase affascinato.
Circa dieci anni dopo progettò il primo computer Macintosh con un’ampia gamma di caratteri tipografici.


Ci fu così l’avvento della tecnologia informatica.
Oltre ai conosciuti Helvetica e Times New Roman, inventò Chicago e Taranto, come le sue città preferite.
Per Jobs le font non erano semplici lettere disegnate, ma erano cariche di emozioni, stimoli, curiosità, novità. Non sono semplicemente simboli ma veri e propri strumenti di comunicazione, carichi di ottima comunicazione visiva. Oggi le font sono le “compagne” dei grafici, dei web designer, ma soprattutto sono protagoniste del vivere quotidiano.
“L’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate”.

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